Colomba pasquale, tra religione e leggenda

La colomba è, insieme all’uovo di cioccolato, uno dei dolci tipici della tradizione di Pasqua: diffusa su tutto lo Stivale, la ricetta originaria è di provenienza lombarda, sebbene negli anni si siano sviluppate le più creative varianti da regione a regione. Quando nasce e quali sono i significati di questa prelibatezza?

La storia della colomba pasquale è da sempre circondata da miti e leggende: sono infatti moltissime le interpretazioni sulla sua nascita, sebbene appaia ormai certo come derivi invece da un’idea commerciale nei primi anni del ‘900.

Fu Dino Villani, direttore pubblicità della ditta milanese Motta, già celebre per i suoi panettoni natalizi, che negli anni trenta del 1900 per sfruttare gli stessi macchinari e la stessa pasta, ideò un dolce simile al panettone, ma destinato alle solennità della Pasqua. La ricetta poi venne ripresa da Angelo Vergani che nel 1944 fondò la Vergani srl, azienda di Milano che ancora oggi produce colombe.

La forma tipica sembra riferirsi alla tradizione cristiana: il volatile è infatti un animale che ricorre frequentemente nelle scritture, sia del Vecchio che del Nuovo Testamento. Dall’Arca di Noè alla Risurrezione di Cristo, la colomba nella religione è rappresentazione dello Spirito Santo, della speranza e della salvezza. Oltre ai significati connessi al culto, in moltissime culture mondiali la colomba è universalmente accettata come il simbolo della pace e della prosperità.

Tra le leggende che circolano sulla sua nascita ve ne raccontiamo due.

La prima ha come protagonista re Alboino che, conquistata Pavia dopo tre anni di assedio alla vigilia di Pasqua del 572(?), avrebbe salvato la città dal saccheggio perché tra i doni ricevuti vi erano dei pani dolci di suprema bontà preparati a forma di colomba.

La seconda leggenda sull’origine di questa ricetta è legata alla battaglia di Legnano (1176), vinta della Lega dei comuni lombardi contro Federico Barbarossa. L’idea del dolce sarebbe nata ad un condottiero del Carroccio che per celebrare la vittoria fece confezionare dei pani speciali in omaggio alle tre colombe che durante la battaglia avevano “vigilato” sulle insegne lombarde.

Oggi non facciamo caso alla ricetta della Colomba pasquale poiché la riteniamo immutabile nel tempo. In realtà, soprattutto negli ultimi anni, si è assistito ad una serie di reinterpretazioni che ne hanno fatto uno dei dolci con maggiori varianti. Ciò non toglie che la classica ricetta sopravviva ed è quella a cui tutti facciamo riferimento. Farina, burro, uova, zucchero, buccia d’arancia candita e la guarnizione di mandorle. Ovviamente c’è anche il lievito, proprio come il panettone da cui differisce per pochi ingredienti. A livello industriale e artigianale si sono diffuse ricette ben più elaborate, da dolce lievitato si è arrivati a dolce farcito di crema con differenti tipi di glassature. Se per il panettone, il percorso storico e culturale, ne ha decretato il successo, nel caso della Colomba pasquale siamo di fronte al medesimo processo, con in più un valore simbolico religioso che lo rende ancor più tradizionale.

 

 

 

(greenstyle.it/wikipedia.it/taccuinigastrosofici.it/tipicosiciliano.com/)

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